Con un tasso di successo dell’83% nel trattamento dei disturbi alimentari (Ray et al; 2007), il nostro modello di Terapia Breve Strategica rappresenta una ‘rivoluzione copernicana’ nel campo del trattamento psicologico.

Disturbi alimentari

Spesso si pensa ai disturbi alimentari come molto diversi dai DOC, in realtà, noi ci siamo resi conto che i disturbi alimentari descritti evolvono regolarmente da una sottostante percezione Ossessiva Compulsiva.

Un breve, trattamento efficace

Abbiamo dimostrato attraverso la ricerca e la pratica, che, anche quando i problemi umani e la sofferenza sono estremamente persistenti, complicati e dolorosi, non necessariamente sono necessarie soluzioni altrettanto prolungate e complicate.

Con 25 anni di ricerca e di pratica clinica, ora, abbiamo a nostra disposizione una vasta gamma di protocolli scientifici altamente raffinati ed efficaci per trattare i molti problemi sperimentati e debilitanti per i pazienti.

L’evidenza dei risultati è stata possibile raggiungerla attraverso una pratica che passo passo permette di costruire l’intervento in funzione delle specificità del caso; 1) l’Efficacia 2) l’Efficienza, 3) la Ripetibilità, 4) la Predittività, 6) l’Economia 5) la Trasferibilità del Know-how.

La nostra comprensione di disturbi alimentari

Disturbi alimentari

I Disturbi del Comportamento Alimentare (DCA) sono in aumento e rappresentano un grave problema. Sono significativamente importanti dal punto di vista medico e psicologico a causa della pericolosità che possono avere sulla vita dei pazienti. L’Anoressia Nervosa, in particolare, ha il tasso di mortalità più alto di qualsiasi disturbo psicologico. Il rischio di morte prematura nelle donne con un disturbo alimentare è 6-12 volte superiore rispetto alla popolazione generale.

Il riconoscimento precoce e tempestivo è l’ideale quando si cerca di risolvere questo problema. Il trattamento, dove possibile, mira ad una stretta relazione tra professionisti, pazienti e loro familiari. La relazione che si stabilisce in questi disturbi è essenziale per il buon risultato. Presso tutte le sedi di The OCD Clinic® ci sforziamo di fornire interventi clinici che danno luogo ad un trattamento in cui si crea collaborazione tra pazienti ed operatori.

Una spiegazione breve strategica dei disturbi alimentari

Il trattamento del disturbo alimentare con la Terapia Breve Strategica, nelle nostre cliniche, raggiunge un tasso di successo dell’83%. Il nostro trattamento di solito si verifica nel corso di un certo numero di mesi ed i pazienti sono visti normalmente una volta ogni due settimane. Il trattamento può essere indiretto (solamente con i genitori) o in maniera tradizionale: con l’individuo. Se è necessario, può essere richiesta anche la presenza delle persone significative.

Tipi di disturbi alimentari trattati presso The OCD Clinic®:

  • Bulimia
  • Anoressia
  • Mangiare continuamente spizzicando
  • Sindrome da vomito
  • Autolesionismo
  • Disturbo di dismorfismo corporeo

Bulimia

Letteralmente “fame da bue”. La bulimia è caratterizzata dal consumo di grandi quantità di cibo, con conseguente ed esponenziale aumento del peso corporeo. I pazienti bulimici sono di solito persone molto sensibili e spesso emotivamente fragili. Frequentemente, inoltre, hanno difficoltà nel controllare le loro reazioni di fronte a molte situazioni.
Questi pazienti spesso mangiano continuamente. In genere vivono nella paura costante di perdere il controllo. Questi pazienti, diversamente dagli anoressici, non sono astinenti. Essi cercano di evitare il desiderio di cibo. Il cibo, per loro, è inizialmente un’esperienza piacevole e può diventare un rifugio nei momenti in cui si sentono incapaci di gestire la vita. Il Binge eating (il mangiare compulsivamente) diventa un modo per gestire queste sensazioni spiacevoli.

L’unicità del nostro modello

Il nostro trattamento è estremamente rapido ed efficace per la cura della bulimia. Discriminiamo diversi tipi di Bulimia. La nostra ricerca ha rivelato 3 diversi tipi di bulimia. Effettuiamo questa distinzione per selezionare il tipo di intervento più efficace.

Tre tipi di correnti

1.Quelli che mangiano all’infinito senza abbuffate reali;

2.Quelli che ciclicamente alternano periodi di abbuffate a periodi di dieta con conseguente perdita di peso a cui fa seguito la ripresa del peso perso;

3.Quelli che utilizzano il cibo come compensazione per le carenze o per proteggersi dalle relazioni che non si sentono in grado di sostenere.

Comprendendo i differenti tipi di disturbo, possiamo fornire l’aiuto necessario e creare trattamenti più specifici e mirati.

Binge Eating

Il disturbo di binge eating è descritto dalla letteratura clinica come una malattia caratterizzata da abbuffate senza vomito. Dal nostro punto di vista è un disturbo diverso dalla bulimia a causa dell’alternanza di lunghi periodi di digiuno seguiti da periodi di fame incontrollata: binge eating. Il tentativo _top messo in atto dai pazienti per risolvere il problema è il digiuno. In questi casi la paura di mangiare porta il paziente a digiunare. Il paziente, pensando che la soluzione al suo aumento di peso sia il digiuno, in realtà, finisce per cadere in quello che teme, ovvero, crea i presupposti per l’abbuffata. In alcuni casi possono ricorrere alla chirurgia estetica, anche quando c’è solo qualche chilo di sovrappeso. In altri può diventare la causa del disordine dismorfico del corpo.

Sindrome Vomiting

Questo disturbo non esiste come una sindrome ben definita in letteratura, ma è visto come un sintomo che può essere presente con anoressia o bulimia. Tuttavia, con migliaia di casi trattati abbiamo trovato che questo comportamento è distinto e completamente diverso dagli altri disturbi.

La persona vomita, o per esercitare un controllo sul peso, o per il senso di colpa derivante dall’abbuffata. Questi pazienti, però da un certo punto in poi, continuano a mettere in atto questa pratica per il puro piacere di farlo. Mangiare in modo da vomitare diventa un vero e proprio rito basato sul piacere.

Anche in questa categoria abbiamo distinto tipi diversi, questo influenza la nostra strategia di trattamento.

Abbiamo tre tipi di correnti:

1.Pazienti che prendono piacere nel loro rituale e che non vogliono farne a meno;
2.Quelli che provano piacere ma che vorrebbero smettere anche se non ci riescono;
3. Altri che vomitano senza rendersi conto che si tratta di un problema reale (di solito nella fascia di età più giovane)

Autolesionismo

L’Autolesionismo è comune ed esiste regolarmente accanto a molti disturbi alimentari. Questo problema può essere basato sul piacere o sul dolore.

Dismorfofobia

La Dismorfofobia noto anche come Disturbo di dismorfismo corporeo (BDD) potrebbe anche essere chiamato disturbo dal timore di essere ‘brutti’. Si tratta di un disturbo ossessivo in cui una persona si preoccupa di un difetto percepito nell’aspetto fisico, di solito fa un certo numero di cose come:

• Controllare l’aspetto

• Cercare rassicurazioni circa gli sguardi

• Pizzicare: rendere e/o ‘sentire’ la pelle liscia

• Pettinarsi, farsi le sopracciglia o il make-up continuamente nel tentativo di ‘sentire’ la sensazione giusta

• Evitare specchi per evitare di vedere la propria immagine che manda nello sconforto

Il successo è la chiave

Negli ultimi 25 anni il nostro modello per il trattamento di queste forme di disturbi alimentari è evoluto ed è diventato ancora più efficace ed efficiente. Con più di 30 libri scritti e pubblicati in oltre 10 lingue questo modello rappresenta oggi una forma davvero unica di trattamento per problemi psicologici. Abbiamo un tasso di successo dell’83% nel trattamento di disturbi del comportamento alimentare (Gibson e Casltenuovo, 2014, Ray e Nardone 2007).

Una serie utile di domande per i Medici Generici è il Questionario SCOFF:

• Ti fai male perché ti senti a disagio?

• Ti preoccupi per aver perso il controllo su quanto mangi?

• Di recente hai perso più di dieci chili (in 3 mesi)?

• Credi di essere grasso/a quando gli altri ti dicono che sei magro/a?

• Si può dire che il pensiero del cibo domina la tua vita?

Un punto per ogni Sì, segnare 2 o un più per l’alto indice di probabilità (Morgan Reid Lacey: British Medical Journal 1999).