L’AUTISMO VIRTUALE  

 Cos’è l’autismo virtuale?

L’autismo virtuale è una nuova psicopatologia. È identificata nei soggetti in età prescolare e condivide sintomi con i disturbi dello spettro autistico, ma si distingue per la sua relazione con l’uso eccessivo dei dispositivi nei bambini tra i due e i cinque anni.

Questo disturbo è stato individuato attraverso l’osservazione di comportamenti quali l’incapacità di comprendere istruzioni semplici, l’eccessiva agitazione o l’apatia, comportamenti aggressivi o stereotipati, e una limitata interazione sociale. Tali manifestazioni possono spesso essere confuse con sintomi tipici dell’autismo, ma si differenziano per la loro reversibilità, una volta che l’esposizione ai dispositivi digitali viene interrotta,

L’origine della teoria dell’autismo virtuale può essere fatta risalire a varie fonti: uno studio condotto in un ospedale rumeno nel 2013, la pratica clinica di professionisti francesi come la pediatra Anne-Lise Ducanda e il neuropediatra Jean Michel Pedespan, e le osservazioni di psicologi come Sabine Duflo. Questa ipotesi è stata ulteriormente supportata da articoli scientifici, video online, e pubblicazioni, tra cui il libro di Marilyn Wedge.

Il concetto di autismo virtuale solleva importanti questioni riguardanti la salute pubblica e il benessere dei bambini, evidenziando la necessità di approfondire la comprensione degli effetti dell’esposizione precoce ed eccessiva agli schermi. Questo fenomeno potrebbe comportare gravi implicazioni per i bambini affetti da tale disturbo e per le loro famiglie, pertanto è cruciale esaminare attentamente il ruolo della tecnologia visiva nell’infanzia e adottare strategie efficaci per mitigarne gli effetti negativi.

Nel testo “le nuove dipendenze” pubblicato dalla casa editrice San Paolo, attraverso la presentazione dei diversi casi clinici, che hanno chiesto aiuto (per sé e/o per i loro cari, talvolta anche molto giovani) presso il nostro centro per problemi legati all’abuso e alla dipendenza delle tecnologie, illustro come usare le nuove tecnologie senza esserne fagocitati: come gestirle per avvantaggiarsene.

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